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Risonanza Magnetica Aperta

Diagnostica

Risonanza Magnetica Aperta

INFORMAZIONI
La Risonanza Magnetica (RM) è una tecnica di indagine basata sullo studio della componente nucleare dell’idrogeno, grazie alla sua abbondanza nel corpo umano e al suo forte momento dipolare magnetico. L’imaging RM si fonda, quindi, sul segnale ricavato dall’applicazione di radiofrequenze su nuclei di idrogeno immersi in un campo magnetico statico. I vantaggi che la RM offre rispetto alle altre tecniche di indagine diagnostica sono l’elevata risoluzione di contrasto, da cui ne deriva un’elevata definizione anatomica, la multiplanarietà l’assenza di radiazioni ionizzati e la non invasività.

Controindicazione assoluta all’esame RM è la presenza di pace maker cardiaco o di dispositivi metallici non compatibili con la RM (nel caso in cui il paziente sia a conoscenza di avere dispositivi medici all’interno del corpo è necessario informarsi sulla loro compatibilità per eseguire l’esame RM).

È prudente non effettuare l’esame RM in pazienti di sesso femminile durante il primo trimestre di gravidanza.
Presso la nostra struttura l’esame RM viene effettuato con apparecchiatura aperta, a basso campo (0,33 tesla), dedicata allo studio articolare.
Presso la nostra struttura si eseguono esami RM che non prevedono l’utilizzo di mezzo di contrasto (MdC).

PREPARAZIONE
Non è prevista alcuna preparazione.

Prima di sottoporsi alla Risonanza Magnetica è richiesta la rimozione di oggetti o indumenti che possano interferire con l’esame (oggetti di metallo come piercing, protesi dentali mobili, orecchini, collane oppure apparecchi acustici, occhiali, lenti a contatto, parrucche, etc.)

• RMN CERVICALE
• RMN LOMBARE (La misura della circonferenza del torace al di sotto dello sterno NON DEVE SUPERARE I 110 CM)

RMN ARTO SUPERIORE
• RMN SPALLA
• RMN GOMITO
• RMN POLSO
• RMN MANO

RMN ARTO INFERIORE
• RMN GINOCCHIO
• RMN CAVIGLIA
• RMN AVAMPIEDE

Prescrizione medica: è richiesta la prescrizione del medico
Durata esame: 40 minuti
Consegna immagini: immediata (su CD)
Consegna referti: dopo 3-4 giorni dall’esame
Note: portare esami precedenti

Applicazioni

La RM rappresenta attualmente la tecnica di elezione per lo studio del rachide sia sul versante osteoarticolare che midollare, in quanto, l’elevata resa di contrasto permette un’ottimale visualizzazione di tutte le strutture anatomiche che lo costituiscono e delle alterazioni patologiche.
Questo esame è in grado di fornire preziose informazioni sullo stato di salute dei dischi intervertebrali, individuando ernie discali e/o protrusioni (consentendone anche una loro discriminazione), e dei corpi vertebrali, valutando patologie di tipo traumatiche e degenerative. Inoltre permette di valutare la stenosi del canale e di rilevare la sofferenza midollare da compressione disco-artrosica.

Presso la nostra struttura vengono eseguiti studi del tratto cervicale e lombare.

La patologia degenerativa della cuffia dei rotatori rappresenta uno dei campi di maggior applicazione della RM, di significato diagnostico in caso di spalla dolorosa, come completamento all’imaging di primo approccio (ECO e RX) o in preparazione ad un intervento, valutando il grado di danno tendineo (parziale o completo) e il numero di tendini coinvolti. Grazie alla risonanza magnetica è possibile uno studio simultaneo di entrambe le componenti, ossee e tendinee, utile ad evidenziare possibili situazioni di conflitto osteotendineo (es. conflitto subacromiale).
L’instabilità di spalla rappresenta l’altro principale campo di applicazione clinica della RM permettendo oltre che l’identificazione della lesione tendinea anche quella del danno osseo. Ulteriore campo di applicazione della RM è la spalla operata in caso di persistenza del dolore o di sospetta recidiva.

La RM trova importante applicazione nello studio dell’articolazione del gomito consentendo una dettagliata analisi di molte patologie il cui studio con altre metodiche di imaging (RX-ECO) risulta spesso incompleto.
Risulta utile nello studio della patologia osteocondrale, flogistica, legamentosa e tendinea e nella diagnosi di epicondilite in associazione all’ecografia.

La RM può essere impiegata con successo nell’identificazione di alcune patologie come alterazioni tendinee, sinoviali e cartilaginee (lesione della fibrocartilagine triangolare), nella sindrome da conflitto (tunnel carpale e ulnare). La RM trova, inoltre, indicazione nello studio della patologia traumatica andando ad evidenziare zone di sofferenza edematosa, in particolar modo a livello dello scafoide e del semilunare.

La RM è considerata la metodica gold standard per lo studio della patologia meniscale grazie alla sua capacità di rappresentare con elevato dettaglio e contrasto i menischi, consentendo di distinguere lesioni di tipo degenerativo da quelle traumatiche, verificandone l’alterata morfologia del menisco e l’estensione dell’alterazione, nonché la presenza o meno di fissurazioni.
Trova importante applicazione nello studio dei legamenti crociati e collaterali, consentendo di discriminare le lesioni acute da quelle croniche e di precisare la sede e l’estensione del danno legamentoso. Ulteriore applicazione di tale metodica è rappresentata dalla valutazione della cartilagine articolare (condromalacia), nello studio dell’osso (osteonecrosi, osteocondriti) e nello studio del ginocchio post-operatorio.

La RM trova ampio campo di applicazione clinica nello studio della caviglia: di rilievo le indicazioni alla patologia ossea e a quella osteocondrale (sindrome algodistrofica).
Le contusioni ossee a seguito di traumi distorsivi sono alla base di sintomatologia dolorosa spesso invalidante e la risonanza magnetica permette la diretta dimostrazione della lesione, per l’alta sensibilità a evidenziare l’edema e l’emorragia interstiziale della spongiosa.

La RM trova indicazione nello studio delle sindromi dolorose dell’avampiede offrendo una visione panoramica e di elevato dettaglio, idonea a identificare la possibile causa e la sede di origine di una metatarsalgia dall’osso (fratture da stress), dall’articolazione (artrosinoviti, osteoartrosi) o dai tessuti molli (Neuroma di Morton).

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