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La perdita graduale di massa ossea è la caratteristica peculiare della malattia metabolica conosciuta con il nome di osteoporosi: una patologia a causa della quale si compromette la micro-l’architettura scheletrica, mentre le ossa sono più esposte al rischio di fratture perché più fragili. 

 

La mineralometria ossea computerizzata

L’osteoporosi non presenta sintomi se non in presenza di fratture. Allo stato attuale, la scansione DEXA rappresenta la più importante tecnica diagnostica utilizzata a questo scopo.
Per capire di che cosa si tratta è necessario conoscere da vicino la mineralometria ossea computerizzata, un esame che ha lo scopo di misurare la densità minerale ossea a cui si ricorre per le indagini sulle alterazioni metaboliche dell’osso, con un deterioramento della microarchitettura del tessuto che si accompagna a un aumento del rischio di fratture e della fragilità ossea. 

DEXA è l’acronimo di Dual-energy X-ray absorptiometry, indicata in italiano con il nome di assorbimetria a raggi X a doppia energia. Tale tecnica prevede l’emissione di una coppia di fasci di raggi X, con livelli di energia diversi, trasmessi al tessuto osseo del paziente. Dopo che è stato sottratto l’assorbimento del tessuto molle, si può definire l’assorbimento del fascio a livello osseo, determinando così la densità minerale ossea.
In base al principio dell’assorbimetria fotonica, questo assorbimento risulta proporzionale al livello di densità dei tessuti ossei. L’assorbimetria a raggi X a doppia energia allo stato attuale rappresenta la tecnologia più studiata e più utilizzata. 

 

Dove sottoporsi a densitometria ossea

Lo studio Romano Medica offre il servizio di densitometria ossea prezzo variabile: 75 euro nel caso della densitometria femoro-lombare, 95 euro nel caso della densitometria total body. L’esame viene eseguito nella sede di Romano d’Ezzelino, in provincia di Vicenza. Vale la pena di ricordare che per questa indagine il paziente non deve sottoporsi ad alcun tipo di preparazione. 

Tuttavia, prima che venga effettuata una radiografia può essere necessario togliere degli indumenti o degli oggetti in grado di interferire con lo svolgimento della stessa: per esempio gli occhiali, gli apparecchi acustici, le collane, gli orecchini, le protesi dentali mobili, i piercing, e così via.

 

Osteoporosi: i soggetti a rischio

Il connubio fra osteopenia e mal di schiena può coinvolgere in modo particolare le donne che si trovano in menopausa, le quali sono le più esposte al rischio di osteoporosi, per colpa di fattori ormonali strettamente correlati a tale fase della vita. Sono auspicabili per l’osteoporosi cure immediate, il che vuol dire sottoporsi a controlli con regolarità, da effettuare una volta ogni 18-24 mesi. In questo modo, fra l’altro, si ha la possibilità di mettere a confronto i risultati ed eventualmente appurare se c’è una perdita di densità ossea, così da studiare e mettere in pratica le terapie necessarie per bloccare il progredire del problema.

 

Densitometria femoro-lombare e densitometria total body

Sia per la densitometria ossea lombare e femorale che per quella total body è necessaria la prescrizione del medico: nel primo caso l’esame ha una durata di 10 minuti, mentre nel secondo caso dura circa 20 minuti. Le immagini dell’esame diagnostico vengono consegnate subito, il referto dopo due giorni lavorativi. 

 

Gli altri esami

Al di là della densitometria ossea, si può procedere alla diagnosi dell’osteoporosi anche sulla base di esami strumentali differenti. Un esame radiografico, per esempio, permettere al medico di capire se ci sono lesioni pregresse o recenti, e lo stesso può avvenire grazie alla morfometria della colonna vertebrale. Se, invece, si decide di prescrivere delle analisi delle urine o del sangue, è molto probabile che l’idea sia quella di verificare le condizioni del metabolismo osseo.
Queste analisi, in particolare, permettono di identificare eventuali fattori causali, e sono necessarie se si ha il sospetto di una osteoporosi secondaria. 

 

La cura e la prevenzione

Sia la terapia che, in precedenza, la prevenzione dell’osteoporosi prevedono la messa in atto di cautele necessarie a rallentare per quanto possibile il processo patologico, anche per diminuire le probabilità di una frattura. Oltre all’integrazione di vitamina D e di calcio, possono essere necessari degli esercizi che consentono di incrementare la forza muscolare e la resistenza dell’osso.
Per conservare la massa ossea può essere utile una terapia farmacologica a base di bifosfonati, mentre con altri farmaci si ha la possibilità di stimolare la sintesi di tessuto osseo nuovo. 

Quando si ha a che fare con una forma di osteoporosi secondaria, è auspicabile che il trattamento sia finalizzato non solo al controllo della causa sottostante, ma anche alla sua eliminazione.
Molto frequenti tra i pazienti, purtroppo, sono le fratture vertebrali da compressione, spesso inosservate.