Tac dentale
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La tomografia computerizzata a raggio conico (cone beam) CBCT è una tecnica radiografica sviluppata per il campo maxillo-facciale nel 1996.
La sua caratteristica principale consiste nel fatto che fornisce una ricostruzione digitale in tre dimensioni di qualità paragonabile a quella di una T.C. tradizionale con un dosaggio di radiazioni molto più basso (T.C multislice : 1000- 3000 microS, T.C. cone beam 30- 200 microS, OPT 5-8 microS). Ciò è reso possibile grazie a una progettazione completamente diversa nella fase di emissione dei raggi X.
La T.C. tradizionale MSCT più evoluta, analizza la regione anatomica di interesse tramite una rotazione a spirale del tomografo, associata ad un movimento del lettino su cui è appoggiato il paziente, con un emissione di radiazioni continua per 40 secondi/ 1 minuto. Questo volume di dati grezzi (raw data) viene rielaborato dal computer che poi ricostruisce la regione anatomica su tutti i piani dello spazio.
A FOV piu piccolo corrisponde una definizione migliore dell immagine e una minor irradiazione delle strutture anatomiche sensibili che non sono oggetto di indagine.
Ovviamente il FOV deve essere adeguato alla regione anatomica oggetto di indagine e quindi ad esempio per una cefalometria volumetrica è necessario un FOV di 12” o 18x16 cm, per una pianificazione implantologica di 2-3 impianti basta un 4x3 cm.
I raggi x sono un tipo di radiazione elettromagnetica con lunghezza d’onda variabile tra 10 -9 a 10-13.
Quando un paziente è sottoposto ad un esame rx, milioni di fotoni passano attraverso il suo corpo. Questo può portare a danneggiare il DNA cromosomiale. La maggior parte del DNA danneggiato viene riparato immediatamente, ma qualche volta una porzione di DNA viene danneggiato/modificato in maniera permanente (mutazione).
Questo è il meccanismo d’azione attraverso cui l’irradiazione può portare allo sviluppo di tumori. La possibilità che questo succeda non ha un valore soglia, ma va interpretato come una possibilità, la cui incidenza aumenta in maniera proporzionale alla dose.
L’unità di misura delle radiazioni è il Sievert (usato più comunemente con il suffisso micro) dato dal rapporto tra energia e massa J/Kg e viene misurata come l’energia assorbita da alcuni organi bersaglio (ghiandole salivari, cervello, cuore, organi linfatici, mucosa orale e prostata).
Ogni persona è costantemente esposta a radiazioni, con una media di 2400 microS all’ anno. L’esposizione a radiazioni in ambito medico (di cui il dentale contribuisce per una frazione) si somma a questa cifra.
Una panoramica corrisponde a 1-5 giorni di esposizione solare.
Una CBCT corrisponde a una dose variabile da qualche giorno a qualche mese (a seconda del modello).
Principi di base nell’utilizzo di CBCT
Quando viene inviato un paziente per un esame CBCT, il medico inviante dovrebbe fornire sufficienti informazioni cliniche a riguardo per permettere un miglioramento della performance.
La tecnologia cone beam ha avuto una diffusione importante negli ultimi anni, per fare un po’ di chiarezza e per lo sviluppo di questa tecnologia si è creato un gruppo di ricerca composto da radiologi del distretto maxillo facciale, dentisti, tecnici radiologi e aziende del territorio europeo dal nome sedentexCT che ha impostato le linee guida per un utilizzo corretto di questa tecnologia.
In base agli studi sopra menzionati, le linee guida per l’utilizzo di CBCT nella diagnosi ortodontica sono le seguenti:
- Per la localizzazione anatomica di un dente incluso, comprese la valutazione sui riassorbimenti radicolari dei denti vicini, CBCT andrebbe preferito a MSCT; è da utilizzare preferibilmente il FOV più piccolo possibile, non andrebbe prescritto prima dei 10 anni di età.
- Nella diagnosi e trattamento delle schisi palatine, CBCT è da preferirsi a MSCT.
- CBCT a largo FOV permettono un imaging dell’intero scheletro facciale ed è correntemente usato come esame di routine in diagnosi ortodontica, in particolare fuori dal territorio europeo. Diversi studi hanno dimostrato come le informazioni radiografiche cambino il piano di trattamento in una minoranza di pazienti. L’uso di CBCT in diagnosi ortodontica non è giustificabile come primo esame. Può essere raccomandato l’utilizzo di CBCT a largo FOV in pazienti con deformità scheletriche che richiedono terapia ortodontica /chirurgica.
Applicazioni odontoiatriche per CBCT
- CBCT non è indicato come strumento di diagnosi di routine in conservativa, parodontologia e endodonzia. Può essere un ausilio in casi eccezionali
- In chirurgia estrattiva CBCT è da preferirsi a MSCT nella valutazione prechirurgica del terzo molare inferiore e per i denti impattati.
- La pianificazione implantoprotesica risulta essere il motivo più frequente di richiesta di CT in odontoiatria. Se il caso lo richiede, CBCT è da preferirsi rispetto a MSCT per la minor dose e per il FOV variabile.
- Occasionalmente il dentista generico può intercettare delle lesioni ossee che necessitano un approfondimento diagnostico tipo TC per poter fare una diagnosi differenziale tra cisti, tumori benigni o maligni o altro. Se ci sono sospetti di estensione di queste lesioni ai tessuti molli la MSCT è da preferirsi rispetto a CBCT,
- Nella valutazione di fratture e traumi del complesso maxillo-facciale dove un imaging cross sectional viene ritenuto necessario CBCT è da preferirsi a MSCT perché il dettaglio dei tessuti molli non è richiesto.
- La stragrande maggioranza dei pazienti con sintomi e segni di disfunzione temporo-mandibolare dono riconducibili a disfunzioni miofasciali e a patologie/dislocamenti del menisco. Anormalità ossee si evidenziano solo occasionalmente e/o nelle fasi tardive. In questi casi le radiografie non danno informazioni utili per la diagnosi e la terapia. Dove l’imaging del disco articolare è richiesto, la risonanza magnetica è l’esame di scelta.




